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GameBoy Color
GameBoy Color Anno 1998
Dimensioni (mm) 132 x 78 x 26
Schermo LCD TFT a colori
Schermo (mm) 40 x 42
Risoluzione 160 x 144
Colori 56 tra 32.000
CPU 8-bit Sharp Z80
Memoria 32 KB (+ 16 KB video)
Audio 4 canali FM
Cartucce Fino a 32-Mbit
Alimentazione 3V, 0.6W, AA x 2

Nel 1998 Nintendo attuò una piccola rivoluzione nella sua serie GameBoy: per la prima volta, infatti, la serie si arricchì di una console dotata di schermo a colori. La retro-compatibilità era naturalmente assoluta, ed anzi per i vecchi giochi in bianco e nero si potevano selezionare varie palette di 8 colori.
Il resto dello hardware risultò invece quasi invariato. Le differenze stavano nelle nuove cartucce (non compatibili con i precedenti sistemi GameBoy monocromatici), più capienti e ridisegnate nel design.
Per gestire una maggiore quantità di dati il GB Color venne dotato di memoria e grafica potenziate. Le dimensioni erano leggermente maggiori rispetto alla versione Pocket, ed il design più arrotondato secondo la moda del tempo (dettata dai computer i-Mac di Apple).
Una curiosità: inizialmente il Color venne stato prodotto in due soli colori, destinati a diventare una sorta di marchio Nintendo: il viola (sì, proprio lo stesso del GameBoy Advance e del GameCube) ed il viola trasparente! Successivamente fu riproposto in vari colori ed anche nell'edizione speciale dedicata ai Pokémon!
Gli accessori disponibili (cavo Game-Link ed alimentatore) ebbero lo stesso standard di quelli usati dal GameBoy Pocket. Notevole anche la porta IRDA (ad infrarossi) che poteva sostituire, per collegamenti a brevi distanze, il cavo Game-Link. Per qualche motivo pochi giochi sfruttavano l'innovativa potenzialità, che fu presto dimenticata...



GameBoy Advance
GameBoy Advance Anno 2000
Dimensioni (mm) 82 x 144,5 x 24
Schermo LCD TFT a colori
Schermo (mm) 40,8 x 61,2
Risoluzione 240 x 160
Colori 32.768 tra 65.536
CPU 32-bit RISC + 8-bit CISC
Memoria 256 KB + 32 KB + 96 KB
Audio Audio PCM
Cartucce Fino a 256-Mbit
Alimentazione 3V, 0.6W, AA x 2

Con questo modello, Nintendo rivoluziona il concept della sua serie di console portatili! La prima cosa che si nota è il design con i tasti laterali (in realtà niente di nuovo: già GameGear e NeoGeo Pocket avevano tentato la stessa via), l'aggiunta dei dorsali R ed L e... lo schermo a 32.000 colori! Un bel salto di qualità quindi, ma questo è niente: la rivoluzione sta dentro. Tutti i GameBoy prodotti fino al 2000 erano console ad 8-bit, mentre la nuova incarnazione ne ha nientemeno che 32 (pur mantenendo la piena compatibilità con tutti i giochi pubblicati per i GameBoy precedenti).
Le nuove cartucce hanno dimensioni dimezzate e capienza fino a 256-Mbit - caratteristiche impensabili fino a pochi anni prima. Le dimensioni sono in sostanza simili a quelle del GameBoy Color ed anche il design segue le linee sinuose del predecessore. Sparisce la porta ad infrarossi ma torna il supporto per il gioco a quattro competitori. Il successo di una console portatile in grado di superare la potenza del SuperNES e gestire giochi con grafica 3D era prevedibile, ma i dati di vendita in realtà hanno superato ogni aspettativa.



GameBoy Advance SP
GameBoy Advance SP Anno 2003
Dimensioni (mm) 84,6 x 82 x 24,3
Schermo LCD TFT a colori retro-illuminato
Schermo (mm) 40,8 x 61,2
Risoluzione 240 x 160
Colori 32.768 tra 65.536
CPU 32-bit RISC + 8-bit CISC
Memoria 256 KB + 32 KB + 96 KB
Audio Audio PCM
Cartucce Fino a 256-Mbit
Alimentazione Batteria ricaricabile al litio

Con GameBoy Advance, Nintendo aveva curato tutti i "mali" dei predecessori. E, contrariamente ad essi, non ha avuto rivali fino al 2003 (certo... c'era il portatile WonderSwan di Bandai, ma una console che controlla il 12% del mercato giapponese può dirsi una spina nel fianco per la grande N?! Direi proprio di no...).
Negli ultimi tempi si capiva tuttavia che la minaccia più grande sarebbe venuta dai telefoni cellulari. Ma, in fondo, cosa ha un cellulare che il GameBoy non possa avere (a parte l'antenna)? Schermo retro-illuminato, batteria al litio ed una fascia di mercato rivolta più in alto con l'età, ecco cosa.
Comprese queste deficienze nel suo GBA, Nintendo lo evolve nella versione SP: una console con tutte le caratteristiche di un cellulare... ma senza antenna! Schermo retro-illuminato, batteria al litio, design "serio" e minimalista, ed una campagna pubblicitaria adatta alla fascia media. Cosa volete di più da un GameBoy? ...magari vi piacerebbe ancora più piccolo, vero? Ed allora eccovi serviti: la versione SP si piega a metà e si rivela un quadrato di pochi centimetri di lato! Certo, il prezzo risente un po' della botta di tecnologia pressata in questo autentico gioiello... ma l'acquisto ne vale veramente la pena, per lo meno se non avete un "vecchio" GameBoy Advance.

   

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